La Storia

L'Italia esce dalla seconda guerra mondiale devastata: - rispetto a 10 anni prima (1936) ha una produzione lorda vendibile agricola inferiore di oltre il 60 % e questo, in un paese in cui 1 italiano attivo su 2 vive di agricoltura, è più che sufficiente per innescare aspre lotte sociali. E' in questo contesto che si vanno ridisegnando i contorni della rappresentanza in agricoltura.
(foto: sciopero di braccianti www.cgilfe.it)
 
Il regime fascista dell'Italia del ventennio limitava il "problema" della rappresentanza all'asse grandi proprietari terrieri-regime fascista che prendeva corpo nell'unico organismo autorizzato che era la Confederazione fascista dell'agricoltura. Gli eventi iniziarono a precipitare dopo l'8 settembre del 1943 al punto che, dopo neppure 1 anno (12 agosto 1944) la confederazione fascista venne sciolta e venne fondata la Federazione Italiana degli Agricoltori (FIDA) la quale differiva dalla precedente anche per il fatto di "associare" oltre ai latifondisti, anche i piccoli proprietari e affittuari che coltivavano direttamente il podere. Ma l'unione dura poco e dopo appena 2 mesi (31 ottobre 1944) Paolo Bonomi guida la scissione fondando la Coldiretti tesa a difendere gli interessi specifici dei piccoli proprietari ed affittuari. Per completare il panorama delle figure professionali che popolano le campagne d'Italia mancano i lavoratori agricoli salariati (braccianti) e i mezzadri e coloni. Benchè figure diverse condividono tratti strutturali importanti, uno di questi è di essere scarsamente rappresentati. I braccianti, ad esempio, che erano rappresentati fin dal 1901 dalla Federterra della CGIL, subirono un black out di 22 anni (dal 22 al 44) in quanto Federterra (in seguito Confederterra) fu sciolta dal regime e riuscì a ricostituirsi solo nel 1944 a Bari. Il giorno dopo al referendum monarchia o repubblica l'Italia è Repubblicana e ciò, visti i legami tra monarchia e latifondo, induce gli Agrari a percorre strade meno rigide; a quel punto Federterra, tramite la creazione nel 1947 della "sezione" Federmezzadri, diviene punto di riferimento anche per i mezzadri e coloni i quali, condividendo con i braccianti e salariati condizioni di vita al limite della sussistenza, decidono di condividere anche lo strumento di rappresentanza e rivendicazione, che, fino al 1955, resta l'unica leva su cui forzare per migliorare le proprie sorti. Nel 1955 nasce l'Alleanza contadini come risposta delle sinistre alla coldiretti, la quale, dalla metà degli anni Settanta, insieme alla Federmezzadri ed all'Unione coltivatori italiani, ha dato vita ad un processo di riconfigurazione della rappresentanza agricola tramite la Costituente contadina la quale nel 1977 ha dato vita alla Confederazione Italiana Coltivatori (C.I.C). Da allora a oggi è storia recente ed è significativo fare una rapida carrellata delle tappe più emblematiche
1977
20 e 22 dicembre Nasce la Confederazione Italiana Coltivatori
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Si svolge, a Roma, il Congresso di fondazione della Confederazione italiana coltivatori. La nuova organizzazione risponde alla crescente domanda di unità dei coltivatori, avvia il superamento dell’attuale frantumazione organizzativa del movimento contadino, esprime l’impegno per una piena convergenza tra tutte le organizzazioni agricole, per costanti intese con i sindacati dei lavoratori e le altre espressioni organizzate del mondo del lavoro, della tecnica e della cultura, per un costruttivo e permanente confronto con le forze politiche e le istituzioni democratiche. Il Consiglio generale elegge, per acclamazione, Giuseppe Avolio presidente, Mario Bardelli e Renato Ognibene vicepresidenti.
 2013  La CIA di oggi - Dal 28 Luglio 2004 Giuseppe Politi è il nuovo Presidente CIA
  Oggi la CIA si presenta come una Associazione strutturata, orientata a sostenere il futuro delle imprese e delle persone che vi si associano ma anche dei cittadini e dell'intera società.
Per perseguire tali obiettivi con efficienza ed efficacia occorre essere supportati da un'architettura di regole condivise dallo staff e dalla base associativa. Come Sezione di Asti siamo orgogliesi che uno dei4 vicepresidenti nazionali sia il nostro presidente Secondo Scanavino

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